Gestione dell’Energia: perché la ISO 50001 sarà indispensabile per le aziende dal 2027

Cresce l’adozione della ISO 50001 in Italia

Nel panorama energetico europeo, la norma ISO 50001 si sta affermando come strumento strategico per le imprese che vogliono migliorare la propria efficienza energetica, aumentare la competitività e contribuire alla sostenibilità ambientale. Durante un recente webinar organizzato da FIRE, è stato sottolineato come i Sistemi di Gestione dell’Energia (SGE), se implementati correttamente e con il coinvolgimento di tutte le funzioni aziendali, siano in grado di portare benefici concreti, sia sul piano economico che ambientale.

Oltre alla riduzione dei consumi e dei costi, i SGE permettono di garantire la conformità normativa, facilitare l’accesso a incentivi e strumenti di finanziamento e rafforzare la resilienza aziendale. Non si tratta quindi solo di un adempimento tecnico, ma di una vera leva gestionale integrata nel core business.

La normativa europea e l’obbligo dal 2027

Uno degli aspetti più rilevanti emersi durante il webinar riguarda l’evoluzione normativa della ISO 50001. A partire dal 2027, secondo quanto previsto dalla direttiva europea 1791/2023, tutte le imprese con consumi superiori a 85 TJ annui (circa 2.030 tonnellate equivalenti di petrolio) dovranno obbligatoriamente adottare un SGE certificato ISO 50001.

L’Italia si sta già preparando: alla fine del 2023 era il secondo Paese al mondo per numero di aziende certificate e il quarto per numero di siti certificati, segno di una crescente attenzione verso l’efficienza energetica strutturata. Un esempio virtuoso arriva dalla Germania, dove l’obbligo della ISO 50001 per accedere ai benefici fiscali destinati alle imprese energivore ha portato a riduzioni significative nei consumi.

Energy manager e contabilità energetica: la situazione in Italia

Nel 2024, 451 organizzazioni italiane certificate ISO 50001 hanno anche nominato un energy manager, pari al 36% del totale, segnando un aumento del 123% rispetto al 2017. Tuttavia, il percorso è ancora lungo: oltre mille aziende obbligate dalla normativa non si sono ancora dotate di un sistema di gestione dell’energia.

Durante il webinar, si è parlato anche di contabilità energetica, grazie all’intervento di Stefano Perboni di AssoEGE, che ha illustrato un caso concreto. FIRE e AssoEGE hanno sviluppato un modello standardizzato di rendicontazione energetica, utile per monitorare i risultati, guidare le scelte strategiche e migliorare il processo decisionale.

Un’opportunità chiave per la transizione energetica

Secondo Dario Di Santo, direttore di FIRE, adottare un SGE permette alle aziende di rispondere alle priorità attuali: ridurre i costi, i rischi di approvvigionamento, le emissioni e migliorare la sostenibilità complessiva. Un SGE ben strutturato contribuisce inoltre agli obiettivi nazionali di efficienza energetica e rafforza la sicurezza energetica, migliorando la competitività a livello di sistema Paese.

Il webinar ha fornito anche aggiornamenti sulla famiglia delle norme ISO 5000x, grazie all’intervento di Antonio Panvini del CTI, e sulla nuova norma in fase di sviluppo dedicata alla decarbonizzazione. Ettore Piantoni ha invece inquadrato i SGE nel più ampio scenario della transizione energetica, mentre Marcello Salvio di ENEA ha presentato dati e riflessioni sul potenziale di risparmio energetico generato dalla loro adozione.

I Sistemi di Gestione dell’Energia non sono solo uno strumento di compliance normativa. Rappresentano una reale opportunità per integrare performance e sostenibilità in modo sinergico e misurabile. Le imprese che adotteranno un SGE certificato ISO 50001 non solo saranno in regola con la normativa europea entro il 2027, ma saranno anche più forti, efficienti e resilienti.

Chi saprà cogliere questa occasione si troverà in una posizione di vantaggio competitivo, pronto ad affrontare con efficacia le sfide energetiche del futuro e a contribuire attivamente alla transizione ecologica del sistema produttivo italiano.

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